E se il datore di lavoro non paga le rate della cessione del quinto?

di | 2 Agosto 2019

Quando sottoscriviamo una cessione del quinto coinvolgiamo anche il nostro datore di lavoro. Lui stesso diventa parte attiva del tutto, in quanto dovrà provvedere a risarcire mensilmente la banca per il debito contratto da chi lavora per lui. Per farlo userà i soldi dello stipendio del richiedente: ne tratterrà una parte – massimo il 20 % della paga al netto – che girerà alla banca stessa. Essendo la cessione del quinto – secondo quanto dice la legge – un diritto di ogni lavoratore, il capo non può rifiutarsi di partecipare (il discorso cambia se parliamo di prestiti con delega o doppio quinto, dove il datore ha modo di declinare tale obbligo) ma talvolta può comunque saltare o mancare alcuni pagamenti. Per capire meglio questi meccanismi, e saperne di più sui prestiti con cessioni del quinto visitate il sito Prestiticoncessionedelquinto.it.

Per capire se il risarcimento è stato regolare dovremo recarci in banca e chiederlo espressamente. Alla scadenza del contratto di prestito il debitore può richiedere il conteggio estintivo del prestito, un documento grazie al quale può conoscere la sua posizione finanziaria in merito al debito appena saldato. Se il datore ha pagato in ritardo alcune rate, o ha evitato di saldarne alcune, in quel caso possiamo scoprirlo. Se così fosse i costi della mora e della penale previsti per queste situazioni potrebbero ricadere su di noi, a meno che non dimostriamo che la colpa non è la nostra ma del nostro capo.

Purtroppo capita molto di frequente che un datore di lavoro non provvede a pagare le rate mensili di una cessione del quinto, sebbene trattenga il denaro necessario dalla paga del suo dipendente. In questi casi sarà lui in difetto nei confronti della banca, e nei suoi confronti risulta insolvente. Per dimostrare però la nostra innocenza in merito dovremo fornire alla banca la copia delle ultime buste paga, dove risulta che il datore ha tenuto per sé fino al 20 % del nostro compenso (in teoria per ripagare il debito contratto). A questo punto dovremo fare ricorso, portare tutti i documenti in nostro possesso di fronte a un giudice che stabilirà il da farsi.